maandag 25 maart 2013

Corinaldo tra scale, Sante e burloni.

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La scalinata famosa, sì quella con il pozzo, ti accoglie subito da uno dei principali accessi della città lasciandoti meravigliato. Quello scorcio, fotografato, presentato e stampato su tutti gli opuscoli delle merita tutta la fama che ha e ne dovrebbe avere anche di più.

Le città marchigiane la sanno lunga in fatto di scale (chi ha studiato a Macerata o Urbino può testimoniarlo) ma decisamente quella di Corinaldo conquista un posto tra le più belle e suggestive. Corinaldo, comune di poco più di 5 mila anime della parte nord della provincia di Ancona, vanta il primato di essere sia una Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, sia uno dei Borghi più belli d’Italia. Oltre al famoso pozzo (foro di copertina) tutta la struttura urbanistica è di rilievo. La cinta muraria, una delle meglio conservate della regione, offre la possibilità non solo di una bella passeggiata ma anche di scorci panoramici notevoli sulla campagna. Un paio di torrioni circolari e il particolarissimo sperone del IV sec la cui fisionomia si inserisce con decisione nell’andamento morbido della cinta muraria. La piazza alberata nel punto più alto del paese offre diverse abitazioni molto curate e una targa ci ricorda che Corinaldo diede i natali a Santa Maria Goretti (bambina vittima di una brutta storia di violenza consumatasi nelle campagne laziali) con un santuario a lei dedicato e dove il suo aguzzino – pentito – è sepolto. Un’ultima chicca della città la trovate in una via parallela alla scalinata sulla destra. È la casa di Scuretto, che si consumò tutti i soldi che il figlio gli mandava dalle Americhe al bar invece di impegnarli nella costruzione della casa, di cui rimane solo la facciata e una simpaticissima targa che racconta la storia.




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